sabato, 24 ottobre 2009

Up

Sono giorni che vorrei scrivere su questo film d'animazione ma non lo trovo molto semplice. L'ho visto già da qualche giorno, quindi le mie riflessioni ora non sono quelle di quando si esce dalla sala, sono più mature, ho riflettuto sicuramente di più. Ciò che mi è rimasto nella mente questa volta non è la trama, anche se profonda, ma i colori. Tutti quei palloncini colorati mi hanno messo allegria, una casa che può volare grazie a dei palloncini, molti guardando il film avranno detto: ma come è possibile? credo invece che tutto questo abbia un significato straordinario, tutto è possibile, anche a 75 anni si possono realizzare i sogni....e si può anche far volare una casa con dei palloncini.Dolce e amaro il retrogusto che lascia, un'avventura vissuta anche se tardi, ma senza l'altra metà. Romantico ogni pezzo in cui il buffo vecchietto ripensa alla sua amata, alle cose che avrebbero potuto fare , eppure tutto ciò che hanno vissuto insieme è stata la loro VERA avventura. L'isola felice è molto più vicina di quanto crediamo...
cinescopio alle 14:38 in: riflessioni, cinema, film, up
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lunedì, 19 ottobre 2009

Il RAGAZZO SELVAGGIO


Tutto ciò che abbiamo e che siamo non è dovuto solo da noi stessi, ma dalla società che ci circonda? Quante domande alla fine di questo film di Truffaut. Inizialmente credevo fosse un film educativo che potesse insegnarmi o almeno chiarire qualcosa nella mia testa e invece devo ricredermi, sono sommersa da dubbi che non possono essere risolti così facilmente. Mi viene in mente la parola libertà, e non riesco a darle un vero significato. Uomo selvaggio e uomo morale, dov'è il limite? La libertà. Noi non siamo liberi, l'uomo morale non è libero. A molti uomini la Natura fa paura, non è vista come madre creatrice ma come mistero. Sempre rinchiusi in delle mura evitiamo il mondo esterno, la nostra casa è la sola "tana sicura". Si ognuno ha un luogo dove ritrovarsi, dove ritornare. Anche il figlio della foresta, libero e sicuro solo tra gli alberi poi tornerà nella sua casa con i suoi affetti
cinescopio alle 16:05 in: riflessioni, cinema, film, società
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mercoledì, 14 ottobre 2009

Recensioni

Non ho intenzione di continuare a scrivere recensioni qui, se ne trovano moltissime sul web e non vorrei ripete cose che già avete sentito mille volte, quindi farò di questo blog il mio "Sfogo cinematografico". Mi spiego meglio, cercherò di scrivere in queste pagine le sensazioni che ogni film mi trasmette, scriverò il vero significato del cinema, scriverò del messaggio e non del mezzo.
Buona letteratura a tutti..
Cinescopio
cinescopio alle 14:35 in: cinema, news, film, recensione
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sabato, 30 maggio 2009

Bergson “Il riso. Saggio sul significato del comicoâ€

Bergson nel suo saggio “Il riso. Saggio sul significato del comico”dimostra quanto spazio occupa nei processi sociali il riso. Il filosofo espone le proprie teorie partendo dal riconoscimento del riso come proprio dell’uomo. “Non vi è nulla di comico all’infuori di ciò che è propriamente umano”. Molti definiscono l’uomo come animale che sa ridere, ma forse l’uomo è più che altro un’animale che fa ridere.

 Il comico è accidentale è incosciente.

 

Fisionomia comica

Può diventare comica ogni difformità  che una persona ben conformata arriva a contraffare. Un viso appare comico quando ci suggerisce l’idea di qualche azione semplice e meccanica. L’effetto è tanto più comico quanto è più naturale la causa.

Per quanto naturale sia una fisionomia l’equilibrio non è mai perfetto. La caricatura coglie questo movimento impercettibile e ingrandirlo rendendolo visibile a tutti.

 

Comico dei gesti e movimenti

I gesti e movimenti del corpo umano sono risibili, quando non è più la vita ma un automatismo installato nella vita.

L’imitazione significa estrarre la parte di automatismo che rende comica una persona.

Il poeta tragico per non far ridere deve avere cura di evitare tutto ciò che possa chiamare l’attenzione sulla materialità degli eroi. Gli eroi delle tragedie, infatti, non devono, non mangiano.

 

È comico qualsiasi avvenimento  che ci dà l’illusione di un ordine meccanico:

-1 IL DIAVOLO A MOLLA:ci fa ridere la ripetizione di una parola come una molla, una ripetizione meccanica di una frase o di un movimento. Il comico si ottiene mettendo del meccanismo nel vivente.

 

-2 IL FANTOCCIO CON LE CORDICELLE: semplice giocattolo nelle mani di un altro che se ne prende trastullo.

 

-3 LA PALLA DI NEVE: che rotola e si ingrandisce rotolando, un effetto che si propaga aggiungendosi a se stesso. Si ride ancora di più dopo che la palla tra giri e rigiri torna al punto di partenza.

 

I tre procedimenti contrari sono:

 

-1 LA RIPETIZIONE: più circostanze che ritornano tali e quali.

 

-2 INVERSIONE: invertire le parti

 

-3 INTERFERENZA DELLE SERIE: una situazione è sempre comica, quando appartiene allo stesso tempo a due serie di avvenimenti indipendenti tra loro.

 

Irrigidimento contro la vita sociale

 

Noi  non gusteremmo il comico se ci sentissimo isolati. Il riso ha bisogno di un eco. Il riso è sempre

Quello di un gruppo di persone. È comico qualunque individuo segue automaticamente il suo cammino senza avere contatto con gli altri.

Segue poi la definizione che il riso è accompagnato sempre da un atteggiamento di insensibilità.

 

Che cos’è che fa ridere?

L’apparire nella vita del “senso del meccanismo”, il corpo che si irrigidisce e prende sopravvento sull’anima.

cinescopio alle 13:51 in: libro, studio, università
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mercoledì, 27 maggio 2009

L'umorismo di Pirandello

<<riflettere che la vita, non avendo fatalmente per la ragione umana un fine chiaro e determinato, bisogna che, per non brancolar nel vuoto, ne abbia uno particolare, fittizio, illusorio,per ciascun uomo, basso o alto; poco importa giacché non è, né  può essere il fine vero, che tutti cercano affannosamente e nessuno trova, forse perchè non esiste. (....) tanto è vero che durerà sempre ardentissima la sete di  sapere, non si estinguerà mai la facoltà di desiderare, e non è detto pur troppo che nel progresso consista la felicità dell'uomo>>

Saggio del 1908, in cui Pirandello scrive tutte le sue idee sulla cultura, sulla società e sulle persone  e dove analizza la famosa differenza tra comico e umoristico. Inizialmente nel saggio troviamo la discussione sulla parola umoristico e l'autore sottolinea qui il legame tra umorismo e malinconia, ma la radice esatta della parola umorismo Pirandello la ricava dall'inglese humor.

Nei capitoli successivi ci  spiega in modo chiaro che l'umorismo è un atteggiamento trasversale cioè capace di accomunare scrittori e intellettuali diversi.

Per Pirandello l'umorismo si contrappone alla retorica: mentre la retorica viene considerata nè antica nè moderna, l'umorismo disordina,scompone.

Inoltre nega ad Aristofane l'umorismo e lo attribuisce invece a Socrate che possiede il sentimento del contrario.

Nel capitolo sull'ironia comica nella poesia cavalleresca per primo cita il Pulci con la sua famosa opera "Morgante", in questo testo vengono dette sciocchezze con intenzione comica, l'autore se la spassa a contraffare i cantastorie di piazza. E' il romanzo cavalleresco in cui troviamo più ironia. Passa anche attraverso le opere di Bojardo e Ariosto che in mezzo alla narrazione seria uniscono scene comiche. E infine arriva a "Don Chiscotte" nel quale troviamo il vero umorismo come drammatizzazione del comico, il supermento del dispiacere nel piacere comico.

L'umorista è un "critico fantastico" che svolge una speciale attività di riflessione.

Nel comico è assente la riflessione quindi avviene "avvertimento del contrario", nell'umorismo è presente la riflessione e troviamo "sentimento del contrario". Il comico nasce dalla stranezza e suscita il riso involontario, mentre l'umorismo è la riflessione e suscita il riso amaro.

 

 

cinescopio alle 10:00 in: riflessioni, recensione, libro, studio, università
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domenica, 24 maggio 2009

San Valentino di Sangue

La miniera maledetta

 

Nella piccola cittadina di Harmony la tranquillità fu interrotta dall’incidente avvenuto in miniera a causa di Tom Hanniger. Cinque persone morte e l’unico sopravvissuto fu Harry Warder. Un anno dopo, il giorno di San Valentino Harry si sveglia dal coma e uccide 22 persone a picconate, ma dopo viene ucciso dalla polizia. Passano 10 anni dall’ ultimo massacro e Tom  ritorna nella cittadina e scopre che la sua ex ragazza Sara è ormai sposata con lo sceriffo Alex. Quando la storia della tragedia in miniera sembra passata ritorna l’incubo. Questo è un remake del film “Il giorno di San Valentino” del 1981. La trama è sicuramente già vista e rivista ma il finale ha qualcosa di sbalorditivo. Arrivati ad un punto si inizia a pensare chi potrebbe essere il killer misterioso e questo rende il film più coinvolgente e intrigante, quindi posso anche affermare che il finale non è poi così male, anzi sorprende. Gli effetti sonori sono più trascinanti delle immagini, da sempre nell’horror sono stati usati i suoni per creare quello stato di angoscia e in questo film capiamo che ci rendono più partecipi suoni del 3D. I picconi lanciati verso gli spettatori e le fiamme che ci arrivano al viso turbano, ma non migliorano il film.

cinescopio alle 13:43 in: cinema, film, san valentino di sangue
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sabato, 07 marzo 2009

Bride Wars, La mia migliore nemica

DI: Gary Winick

GENERE: Commedia

DURATA: 82 minuti

ANNO: 2009

FRASE: "Non si stringe un Vere Wang, sei tu che ti restringi per entrarci"

Liv e Emma due amiche da molti anni che si considerano inseparabili, hanno lo stesso sogno da quando erano piccole: celebrare il loro matrimonio nel mese di Giugno all’Hotel Plaza di New York

Anche se amiche legatissime sono completamente diverse: Emma è un’insegnate dolce e apprensiva, magrolina e mora, invece Liv è un avvocato con molti soldi, è ambiziosa, bionda e fa di tutto per non ingrassare.  Le due ricevono in giorni molto vicini e in modi totalmente diversi, che riflettono le loro personalità, le dichiarazioni e gli anelli e così decidono di essere l’una la damigella d’onore dell’altra. Ma il destino è davvero crudele, l’agenzia che deve organizzare i loro matrimoni fa un errore e stabilisce le loro nozze lo stesso giorno, il 6 Giugno. Le due amiche si ritrovano ad affrontare una situazione inaspettata e devono decidere chi dovrà celebrare il suo matrimonio in un altro luogo. Accecate dai loro desideri, Emma e Liv iniziano una lotta fattadi scaramucce e ripicche che finirà con un tenero happy end. Questo film di Winick è rivolto ad un pubblico femminile, per una serata tra donne (la sua uscita sarebbe stata perfetta l’8 marzo), tra una chiacchiera sull’inutilità dell’uomo nelle decisioni dei matrimoni e tra le risate per la perfidia che può avere una donna. Il tema è  quello comune a tutte le commedie, l’amore e l’amicizia prevalgono su tutte le altre piccole sciocchezze inutili della vita. La loro guerra è davvero divertente: da una doccia solare troppo colorante, ad una tintura per capelli “leggermente” tendente al blue e infine il combattimento fisico ultimo sfogo prima della pace.

cinescopio alle 15:09 in: cinema, film, bride wars
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domenica, 01 marzo 2009

Underworld: La ribellione dei Lycans

DI: Patrick Tatopoulos

CON: Michael Sheen, Rhona Mitra, Bill Nighy, Craig Parker, Steven MacKintosh

GENERE: Horror

DURATA: 92 minuti

ANNO: 2009

FRASE:"Hanno creduto di seguire me, in realtà è l'idea di libertà che seguono"

Il terzo capitolo di Underworld è il querel dei due precedenti, torna indietro all’origine della lotta tra vampiri e licantropi. 

Il protagonista è Lucian, il primo Lycan in grado di potersi trasformare quando vuole, senza aspettare la luna piena. Lui è usato da Viktor, il re dei vampiri, per creare altri lycan e poterli utilizzare come schiavi. Ma Lucian si innamora di Sonja, la figlia di Viktor e comprende il significato di libertà. Questa voglia di autonomia e di evasione dalla schiavitù scatena la grande guerra tra vampiri e licantropi. Il tema della lotta tra due razze è affrontato in modo accurato, infatti possiamo paragonarlo fin dall’inizio allo scontro tra classi sociali: i Vampiri sono gli aristocratici e i Lycan i loro schiavi. Simbolico il gesto fatto da Lucian di togliersi il collare che gli impediva la trasformazione e quindi la sua vera natura, lui è rappresentato come un vero leader che incita gli altri prigionieri alla ribellione. L’attore che interpreta Lucian è lo stesso che ha rappresentato Frost nel film “Frost/Nixon: il duello”, all’inizio non convince molto ma con lo scorrere delle inquadrature sembra sempre più che la parte gli calzi a pennello. Le atmosfere dark-gotiche sviluppare in un’ambientazione medievale riescono ad incuriosire lo spettatore e a far sì che tenga l’attenzione sempre alta. L’amore tra Sonja e Lucian riporta molto alla storia di Romeo e Giulietta, credo che è affrontato troppo lungamente questo tema con dei dialoghi così semplici che molto spesso appaiono banali.

 

cinescopio alle 23:30 in: cinema, film, underworld
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sabato, 28 febbraio 2009

Il sottile filo della follia

Nelle ultime ore le notizie di omicidi e suicidi sono state tre, per motivi di lite o disturbi mentali. Molto spesso chi cerca di uccide per raptus di follia, quando torna in sé si toglie la vita.  Presumibilmente è ciò che è successo all’uomo di 74 anni che a Bergamo, dopo una lite famigliare ha cercato di uccidere con un coltello la moglie e poi si è gettato dalla finestra. L’uomo soffriva di crisi depressive e già in passato aveva tentato il suicidio. Un’altra donna questa mattina si è tolta la vita con una pistola dopo aver sparato alla figlia che le dormiva accanto, è successo vicino Roma. La donna soffriva anche lei di crisi depressive ed era in cura in un centro di igiene mentale. Sempre a Roma un uomo di 57 anni ha tentato di uccidere la moglie investendola, vedendo che non era morta ha continuato ad investirla mettendo la retromarcia, i due stavano per separarsi. Sentendo queste notizie ognuno di noi ragionerà su quali potrebbero essere le norme di sicurezza da prendere per far sì che casi come questi possano non dico scomparire ma almeno diminuire. Nella nostra società negli ultimi anni si parla sempre più di crisi depressive, ne esistono di diverse forme causate da situazioni differenti e ciascuna ha una sua cura. In alcuni casi la depressione è talmente notevole che la persona non vive più nella realtà, ma subisce un’inibizione della vita sociale e affettiva.

Esistono dei centri appositi dove i famigliari possono portare queste persone, l’importante è farsi aiutare e essere consapervoli che ci sono persone competenti in grado di darci una mano.

 

 

cinescopio alle 14:48 in: news, notizie, società
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mercoledì, 28 gennaio 2009

APPALOOSA polvere e onore

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DI: Ed Harris

CON: Viggo Mortensen, Renèe Zellweger, Jeremy Irons, Ed Harris, Lance Henriksen

GENERE: Western

DURATA:116 Minuti

ANNO: 2008

FRASE: " I sentimenti ti fanno ammazzare"

Virgin Cole e Everett Hitch, giungono nella piccola cittadina di Appaloosa nel New Messico, dove è avvenuto l'assassinio dello sceriffo e loro sono stati scelti per catturare Bragg e riportare l'ordine nella città. Ma nella stessa città avviene anche l'arrivo della signorina French che subito attira l'attenzione di Virgin. Ispirato al romanzo omonimo di Robert B. Parker, il western di Ed Harris è di stile classico con un tocco di moderno. E' presente tutto ciò che serve per fare un buon film western: cavalieri che entrano nella città la educano e poi l'abbandonano, belle donne, il bianco civile, l'indiano selvaggio, la criniera del cavallo sempre lucida, i saloon, il treno che attraversa pianure e montagne. Inoltre troviamo anche elementi di innovazione: il lato ironico di Virgin che non riesce a pronunciare alcune parole ma c'è Everett che le completa, e la donna elemento di disturbo, vestita di grazia e femminilità ma con la decisione di riuscire ad avere sempre l'uomo vincente del momento. E' ambientato nel 1882 e rappresenta in modo perfetto il west come ideale di libertà e speranza. La tristezza e la tranquillità che trasmettono le città del west, sempre così impolverate. Virgin e Everett , sono un'accoppiata che funziona davvero bene, si equilibrano e di fedele c'è solo l'amicizia. L'amico che respinge la tua donna, ti copre sempre le spalle, è contento di farsi da parte per te ed ha coraggio di dirti sempre in faccia la verità. Everett prende importanza man mano che il film procede fino a diventare il vero eroe. Un cast di primo livello. I dialoghi sono un'altro punto di forza: secchi, taglienti e a volte ironici. I scenari sono importanti quanto i protagonisti e la storia vera e propria, il registra attraverso un gioco d'inquadrature fa risaltare il mondo intorno ai personaggi e la loro psiche. Il finale come ogni western che si rispetti è un duello con lunghi attimi di suspence. Porta indietro nel tempo, quando andare al cinema era viaggiare con la mente.

 

 

cinescopio alle 23:15 in: cinema, film, appaloosa
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